Trapani, indagati funzionari e operatori del Tribunale

20160514110914-20160421130637-guardia-finanza-arresti-foggiaRassegna stampa

GIOVEDÌ SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEI TRE Perquisizioni e sequestri. Tre impiegati del Tribunale di Trapani indagati per violazione del segreto di ufficio

http://www.ilsicilia.it  27/03/2017

L’indagine ha scosso il tribunale di Trapani e tra i corridoi non si parla d’altro. Tre impiegati del tribunale di Trapani sono indagati per violazione del segreto di ufficio. Il bubbone è emerso giovedì scorso quando i militari della Guardia di Finanza della sezione di Pg presso la Procura hanno perquisito i loro uffici. L’inchiesta, sulla quale vige il massimo riserbo, viene condotta dalla locale Procura coordinata dal procuratore aggiunto Ambrogio Cartosio e dal sostituto Marco Verzera.

Durante le procedure, che hanno coinvolto gli uffici e le abitazioni dei tre, sono stati sequestrati computer (d’ufficio e privati) e smartphone. I tre indagati hanno chiesto il dissequestro dei supporti informatici sequestrati. Leggi tutto

 

 

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Ustica, Hotel San Bartolomeo. Il GIP: “gravi errori civili e amministrativi”

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Comunicato

http://arig.myblog.it/

Lo scorso 6 febbraio 2017, dopo due anni dalla denuncia sporta dal Sig. Baldassare Bonura, volta a tutelare il diritto reale di proprietà dell’Hotel San Bartolomeo di Ustica contro la Pubblica Amministrazione, il Gip del Tribunale di Palermo ha depositato la 6^ archiviazione, che, ragionevolmente, nei fatti, smentisce le cinque precedenti emesse da Pm e Gip di Palermo negli ultimi quindici anni.

Dalla recente archiviazione emerge che, l’Hotel San Bartolomeo, giuridicamente, non è abusivo; però, sino ad oggi, i responsabili di gravi errori civili e amministrativi” che lo hanno erroneamente definito “abusivo” sono assolti dalla prescrizione del reato, se non “per morte del reo. Nel frattempo sindaci, legali e assessori del Comune di Ustica proseguono nella disinformazione mediatica “dell’hotel abusivo” su Internet e su Facebook, insistendo su un copione ormai vecchio, la cui credibilità è ormai pubblicamente smentita nelle opportune sedi giudiziarie.

La denuncia del Sig. Bonura, sebbene nell’archiviazione si insista nell’iscrizione contro “IGNOTI”, era stata sporta contro quei soggetti che, nel corso degli ultimi dieci anni (e invero sino ad oggi) hanno ricoperto ruoli apicali negli Organi amministrativi esecutivi del Comune di Ustica. Oggi, visti i fatti nuovi avvenuti, per gravità ed urgenza, potrebbe essere riproposta la richiesta di riapertura di indagini.

Nell’archiviazione il Gip, con perizia e ragionevolezza, ha evidenziato che “sarebbero potuti emergere gravi errori civili ed amministrativi”, che, oggi, però, risulterebbero prescritti. Quindi, in sede di indagini, si è preso atto della conformità delle opere dell’Hotel San Bartolomeo, come da perizia penale svolta su ordine dell’allora Giudice Dott. Paolo Borsellino (novembre 1982); del rilascio della Conformità del Genio Civile di Palermo (ottobre 1983); infine dell’abitabilità (1989);  oltre che dell’intera certificazione relativa sia al progetto che all’esecuzione delle opere, compreso il pagamento degli oneri di urbanizzazione, dell’allaccio fognario, dell’allaccio elettrico e del pagamento di utenze di acqua e di luce, tutte a carico del proprietario dell’Hotel.

Nei fatti questi “gravi errori civili e amministrativi” (comprese le sentenze civili di primo grado oggi appellate per illogicità e violazione del diritto di difesa) sono costati al Sig. Bonura la perdita dell’attività alberghiera e un fallimento non giustificato dagli atti e dai documenti presentati in denuncia. Senza dimenticare che l’inesistente “abusivismo dell’Hotel San Bartolomeo” è sfruttato, da un trentennio, da alcuni dei sindaci di Ustica come “campagna mediatica della lotta all’abusivismo”; un cavallo zoppo, però, che inciampa nell’ingiusta e persecutoria azione amministrativa sparata unicamente contro un onesto imprenditore, e nella miopia verso l’abusivismo che, oggi, sussiste ad Ustica, indisturbato e non perseguito. Come da documentazione di rilievo pubblico già depositata in altre sedi inquirenti. Continua a leggere

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Castelvetrano, “verifica infiltrazioni mafiose”

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La commissione si è insediata questa mattina, al setaccio gli atti amministrativi di questi ultimi anni

Castelvetrano, il Viminale manda gli ispettori al Comune per verificare infiltrazioni mafiose

Rassegna stampa

http://palermo.repubblica.it 20 marzo 2017 di SALVO PALAZZOLO

Le ultime indagini dei carabinieri del comando provinciale di Trapani avevano svelato un sistema di controllo degli appalti comunali da parte della criminalità organizzata. Il pentito Lorenzo Cimarosa ha poi parlato di uno strano avvicinamento dell’allora candidato sindaco, Felice Errante, diventato primo cittadino: “E’ venuto a chiedermi voti, venne con Enrico Adamo, pure lui è impegnato in politica». Era la campagna elettorale per le Amministrative 2012, Adamo era in corsa per il consiglio comunale con Futuro e libertà, nelle scorse settimane lui e suo padre Giovanni sono stati raggiunti da un provvedimento di sequestro di beni, secondo la Dia di Trapani la loro fortuna imprenditoriale sarebbe avvenuta all’ombra della famiglia Messina Denaro. Questi e altri elementi raccolti dalla polizia di Stato e dalla guardia di finanza hanno convinto il prefetto di Trapani Giuseppe Priolo a proporre al ministero degli Interni un accesso ispettivo al Comune di Castelvetrano, per verificare il rischio di infiltrazioni mafiose. …Leggi tutto

FRANCESCO MESSINEO COMMISSARIO STRAORDINARIO AL COMUNE DI CASTELVETRANO

http://www.teleradiosciacca.it  di Giuseppe Recca 23 MARZO 2016

L’ex capo della Direzione distrettuale antimafia di Palermo, Francesco Messineo, oggi in pensione, è stato nominato commissario straordinario a svolgere le funzioni del consiglio comunale di Castelvetrano.

Il Sindaco Felice Errante, in merito all’incarico di nuovo Commissario Straordinario del massimo consesso civico, che il presidente della Regione Siciliana Rosario Crocetta ha firmato questa mattina, ha cosi commentato: “Apprendo con particolare piacere della nomina di Francesco Messineo, quale commissario straordinario in sostituzione del consiglio comunale di Castelvetrano. “Sono lieto che il presidente Crocetta abbia voluto scegliere una figura di così alto spessore per un incarico così delicato come quello di sostituire l’organo supremo di indirizzo e controllo- ha detto Errante- spero di incontrare al più presto il nuovo commissario che sono certo che, oltre a svolgere con perizia e dedizione il suo incarico, saprà essere un importante baluardo a tutela di questa importante istituzione e della città tutta. Come primo cittadino sarò onorato di collaborare con il dottore Messineo.” (http://www.teleradiosciacca.it)

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Appalti & corruzione, Clan, politici, professionisti.

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Rassegna stampa

Clan Zagaria, appalti e corruzione 69 arresti tra politici e imprenditori

Sotto accusa docenti universitari. In manette anche alcuni sindaci

http://www.ilmattino.it 15 marzo 2017

Ai domiciliari anche presidente della fondazione Banco di Napoli

La Regina, il facilitatore degli scambi . Le gare nel mirino  | Tutti i nomi Leggi tutto

Sotto accusa docenti universitari. ► Parla il pm Fragliasso  

Mafia e rifiuti, ordinanza per 14

Indagati imprenditori, boss e funzionari Regione Siciliana

http://www.ansa.it/sicilia  15 marzo 2017

Al centro dell’inchiesta della Dda della Procura di Catania due imprenditori, padre e figlio, indicati come appartenenti a Cosa nostra e legati direttamente e prestanome di un boss, per la gestione e il trattamento illecito di tonnellate di rifiuti provenienti da tutto il territorio nazionale, anche grazie alla connivenza di pubblici funzionari della Regione Sicilia deputati al rilascio delle autorizzazioni. Leggi tutto

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‘Ndrangheta, “cupola degli invisibili”, politici, ex giudici & massoneria

Stralcio dal libro “Padrini e padroni” di Nicola Gratteri e Antonio Nicasio

Stralcio dal libro “Padrini e padroni” di Nicola Gratteri e Antonio Nicasio

Rassegna stampa

A giudizio sen. Caridi per cupola cosche
Decisione Gup, tra imputati politici, magistrato e sacerdote

http://www.ansa.it 9 marzo 2017

(ANSA) – REGGIO CALABRIA, 9 MAR – Il gup di Reggio Calabria ha rinviato a giudizio 40 imputati nel processo “Ghota” tra i quali il sen. Antonio Caridi (Gal), l’ex parlamentare Psdi Paolo Romeo, l’ex sottosegretario della Giunta regionale di centrodestra Alberto Sarra, l’ex rettore del Santuario della Madonna della Montagna di Polsi don Pino Strangio, l’ex presidente della Provincia Giuseppe Raffa, l’ex magistrato Giuseppe Tuccio. Caridi, Romeo e Sarra sono accusati di avere fatto parte della cupola degli “invisibili” che, legata alla massoneria, governa la ‘ndrangheta. Leggi tutto

Archivi- Massoni di Sicilia e Calabria, SCICO sequestra elenchi

Archivi – Gratteri: “logge deviate, boss e circuiti massonici”

 

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Villa Sodano. Condannati Comune, Sovrintendenza e Legambiente

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Villa ex sindaco Sodano non è abusiva. C’è la conformità. Non verrà demolita

http://www.ansa.it/sicilia 4 marzo 2017

Il Cga ha condannato Legambiente, la Sovrintendenza ai beni culturali ed il Comune di Agrigento. Il Municipio e la Sovrintendenza, dopo le denunce presentate da Legambiente, avevano revocato in autotutela, rispettivamente, il nulla osta di propria competenza e la concessione edilizia rilasciati a Clelia Aiazzi, suocera dell’ex sindaco Calogero Sodano, per un intervento di consolidamento e riuso di un fabbricato ricadente in zona “A” del Parco archeologico, secondo il decreto Gui-Mancini… Leggi tutto

La villa dell’ex sindaco Sodano non è abusiva, non verrà demolita

http://www.agrigentonotizie.it 4 marzo 2017

I giudici amministrativi, che avevano anche nominato un consulente per una verifica, hanno condannato Legambiente, la Sovrintendenza ai beni culturali ed il Comune.

Contro i provvedimenti adottati dalla Soprintendenza e dal Comune è stato proposto un ricorso giurisdizionale, con il patrocinio degli avvocati Girolamo Rubino e Guido Corso. A farlo era stata la figlia di Clelia Aiazzi, Antonella Gulotta, che era divenuta proprietaria del lotto avendolo ricevuto in donazione dalla madre.“…Leggi tutto

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Musco, seconda condanna per sostituto procuratore

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Siracusa. Il sostituto procuratore Musco condannato a 3 anni e 8 mesi per tentata concussione

http://www.siracusaoggi.it  3 MARZO 2017

Condannato a 3 anni e 8 mesi di reclusione dal Tribunale di Messina per tentata concussione il sostituto procuratore della Repubblica di Siracusa Maurizio Musco. L’indagine è quella partita nel 2007, a seguito di un’ispezione effettuata dalla polizia in una villa di Augusta, dove Musco si trovava con altre persone, nel corso di una festa organizzata da un’associazione.

La Corte di Cassazione ha confermato una settimana fa la condanna a un anno e sei mesi per Musco per abuso d’ufficio, in quel caso per la mancata astensione del magistrato per un procedimento che vedeva coinvolto un amico avvocato. Leggi tutto

Archivi – Siracusa, abuso d’ufficio, giudici condannati

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Covi & hotel, preso latitante in albergo chiuso

Fonte foto http://www.siciliafan.it/

Fonte foto http://www.siciliafan.it/

 

 

 

 

 

 

Rassegna stampa

Carini. Si nascondeva in un Hotel chiuso in riva al mare, preso latitante TeleOccidente 25 febbraio 2017

Il latitante Giovanni Marchese beccato nell’hotel Portorais di Carini

http://www.siciliafan.it 2 marzo 2017

Un latitante è stato beccato dalla polizia nell’hotel Portorais di Carini, nel Palermitano. Una struttura chiusa da tempo, e forse proprio per questo l’83enne Giovanni Marchese pensava di potervi trovare riparo indisturbato. L’attività di intelligence degli agenti evidentemente ha portato i suoi frutti, perché l’uomo è stato arrestato. Leggi tutto

Latitante si nascondeva nell’albergo Porto Rais chiuso da anni, scovato dai poliziotti Leggi tutto

Archivi – Covi, hotel & summit. Dia sequestra 45 milioni

Archivi – Comode latitanze

 

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Massoni di Sicilia e Calabria, SCICO sequestra elenchi

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Rassegna stampa

Massoni di Sicilia e Calabria “Sequestrate gli elenchi”

http://livesicilia.it/ 1 marzo 2017

ROMA- La Commissione parlamentare Antimafia, nella seduta odierna, ha deliberato all’unanimità il sequestro degli elenchi degli iscritti, dal 1990 a oggi, alle logge di Calabria e Sicilia delle associazioni massoniche: Grande Oriente d’Italia; Gran Loggia Regolare d’Italia; Serenissima Gran Loggia d’Italia; Gran Loggia d’Italia degli Antichi Liberi Accettati Muratori. Per acquisire la documentazione necessaria, la Commissione ha delegato lo SCICO della Guardia di Finanza di Roma a procedere alle perquisizioni. (ANSA) LEGGI TUTTO

Gratteri: “logge deviate, boss e circuiti massonici”

 

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Gratteri: “logge deviate, boss e circuiti massonici”

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Stralcio dal libro “Padrini e padroni” di Nicola Gratteri e Antonio Nicasio

 

 

 

 

 

 

Audizione del Procuratore Gratteri presso la Commissione Parlamentare Antimafia sui rapporti fra massoneria deviata e ‘ndrangheta

inquietante la presenza di alcuni magistrati iscritti in logge dove vi erano anche esponenti di ‘ndrangheta

http://www.lavocecosentina.it Giovedì, 23 Febbraio 2017

“Non posso dire – ha sostenuto Gratteri – e non dirò di un rapporto tra massoneria e ‘ndrangheta perché buona parte della massoneria è estranea a questo rapporto. Posso dire di logge deviate che aprono le porte ai boss e di circuiti massonici attraverso i quali, come testimoniano molte nostre indagini, il crimine organizzato condiziona scelte politiche e linee amministrative, regola rapporti con imprese, enti, istituzioni, banche e anche con la stessa magistratura perché l’impunità passa, oggi come ieri, attraverso il potere di evitare inchieste scomode e aggiustare processi”.

Infine è stato sottolineato anche come sia inquietante la presenza di alcuni magistrati iscritti in logge dove vi erano anche esponenti di ‘ndrangheta ed in questo caso Gratteri ha sottolineato come sia inopportuno che chi rivesta il ruolo di magistrato possa essere iscritto alla massoneriaLeggi tutto

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Siracusa, abuso d’ufficio, giudici condannati

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http://www.siracusaoggi.it/ 24 febbraio 2017

Confermata in Cassazione la sentenza in appello nei confronti dell’ex capo della Procura di Siracusa, Ugo Rossi, condannato ad un anno di reclusione e del sostituto procuratore di Siracusa, Maurizio Musco, condannato a un anno e sei mesi.

Atto finale della lunga vicenda dei cosiddetti “veleni” in Procura. Per i due l’accusa era di abuso d’ufficio in concorso: Musco per una mancata astensioneLeggi tutto

Archivio- Rassegna stampa

Abuso d’ufficio, ex procuratore capo e sostituto condannati 10 dicembre 2015

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Saguto, pure ex GIP Tona nell’inchiesta

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Il “Caso Saguto” riserva ancora sorprendenti novità: entra in un nuovo filone d’indagine l’ex Gip Giovanbattista Tona, leggiamo, “giudice antimafia che si è occupato delle Stragi del ’92.

Lo stesso Giudice, come Gip, si era occupato del “Caso giudiziario particolare” dell’Hotel San Bartolomeo di Ustica, la cui archiviazione fu opposta dal proprietario Baldassare Bonura in Cassazione dato che, tra le tante ed evidenti inesattezze, si arrivò a sostenere addirittura che “la costruzione dell’Hotel non fu portata a termine…” !.  Dopo l’archiviazione del Gip Tona, invece, arrivò un’altra scandalosa sentenza dalla Cassazione, su cui oggi sono stati richiesti i dovuti accertamenti penali, vista la perizia penale del Dott. Paolo Borsellino sulla conformità dell’Hotel San Bartolomeo e vista la conformità rilasciata dal Genio Civile di Palermo.

L’ex Gip, inoltre, non è il solo che ha incrociato il caso dell’Hotel San Bartolomeo: una vicenda giudiziaria lunga trent’anni, tra le sponde di Ustica e Palermo, prima, durante e dopo le Stragi del ’92. Anzi l’ex Gip è in buona compagnia di: giudici-presidenti di sezione, prefetti, avvocati, architetti e supermercati, tutti oggi entrati nell’inchiesta sui beni confiscati sui quali, soltanto ora, indagano due Procure quella di Caltanissetta e quella di Catania.

Tanti dei nomi eccellenti, oggi sotto indagine, si leggevano nei fascicoli del “caso Hotel San Bartolomeo”, su cui piuttosto che archiviare dal 2002 ad oggi, si sarebbe dovuto indagare, con diligenza e terzietà, vista l’obbligatorietà dell’azione penale; ben prima di fare scattare le “prescrizioni dei reati ” o al peggio “la morte del reo”!

“Il tempo è galantuomo”, anche per i cosiddetti “intoccabili”. Quindi il blog continua con sempre maggiore attenzione a leggere le notizie giudiziarie del “Caso Saguto” e del “Caso Hotel San Bartolomeo” e a pubblicare una sempre più ricca e interessante Rassegna stampa.

IL CASO SAGUTO NON FINISCE PIU’. IN BALLO UN’ALTRA TOGA ANTIMAFIA

http://livesicilia.it 20 febbraio 2017  Continua a leggere

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Ustica Hotel San Bartolomeo, l’Ordinanza del Comune è appellata

 

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Foto del post del blog “Ustica sape” del 6 febbraio 2016, attestante il giorno esatto in cui i catenacci sono stati sostituiti dal Sig. Baldassare Bonura.

Comunicato

In data odierna si è svolta, presso la II^ Sez. del Tribunale di Palermo, l’udienza in sede Collegiale per l’appello posto dal Sig. Bonura Baldassare, proprietario dell’albergo San Bartolomeo, contro l’Ordinanza del Giudice Dott.ssa Condorelli esitata dopo il reclamo possessorio depositato, in data 14 ottobre 2016, dal Comune di Ustica. All’udienza in data odierna si costituiva un legale del Comune depositando memorie di risposta.

Il Giudice del Collegio ha accettato la richiesta di rinvio fissando la prossima udienza, aprile 2017, compreso la richiesta di deposito di ulteriori note in favore dell’appellante Sig. Bonura.

Dichiarazone depositata di persona dal Sig. Bonura al Comandante della legione Carabinieri di Ustica in data 6 febbraio 2016

Dichiarazione depositata di persona dal Sig. Bonura al Comandante della legione Carabinieri di Ustica in data 6 febbraio 2016

Di seguito si pubblica la dichiarazione depositata, spontaneamente e di persona, dal Sig. Bonura ai Carabinieri di Ustica in data 6 febbraio 2016, dopo avere apposto i nuovi catenacci all’Hotel. Su questo documento, visto quanto dedotto nella suddetta Ordinanza appellata, è stato richiesto dal Sig. Bonura l’accertamento dei fatti del 6 febbraio 2016 al GIP in sede penale, e di eventuali reati che dovessero emergere nella dettagliata memoria depositata.

E’ bene che la Comunità usticese sappia che il Sig. Bonura, in data 6 febbraio 2016, diversamente da quanto travisato dallo staff legale del Comune, in atti e alla stampa, non è stato colto in flagranza di reato né dai Carabinieri di Ustica, contestualmente informati, passo dopo passo, dell’apposizione di nuovi catenacci all’albergo, né dal Vigile della Polizia Municipale di Ustica. Fatti invece travisati e perciò, già da tempo, resi noti in denunce anche ad altre Autorità inquirenti e del controllo.

Della Polizia Municipale di Ustica, invece, risulta che non esista nei suoi Uffici un verbale di abusivismo dell’Hotel trasmesso alle Autorità Giudiziarie; come da documento già prodotto dal Sig. Bonura alle suddette Autorità perchè si indaghi sulla “natura” dell’abusivismo dell’Hotel San Bartolomeo.

Inoltre dal Sig. Bonura è stata presentata congrua documentazione, sia in sede di appello all’Ordinanza del Giudice Condorelli, sia in sede penale, che dimostra che il possesso “vantato dal Comune”, è stato più volte interrotto, sia dal 2002 sino al 2009, viste le aggiudicazioni in sede di due aste giudiziarie (2002 e 2004) con annullamento della vendita solo nel 2009; poi, dal 2008 al 2011, l’albergo è stato posto sotto sequestro giudiziario in favore del Sig. Bonura parte lesa, nel procedimento penale allora aperto n. 10982/2006 contro Vito Ailara + altri (Pm Dott. Ennio Petrigni) e archiviato addirittura dopo tre anni. Tutto ciò ha palesemente interrotto il possesso, tuttavia oggi reclamato dal Sindaco e dai suoi legali. Nel 2013 è stato, infine, dichiarato l’acquisto della proprietà dell’albergo per usucapione in favore del Sig. Baldassare Bonura, le cui ragioni di diritto  sono state accertate dal collegio dei legali della Mediazione obbligatoria, dove il Comune di Ustica non si è presentato.

Altresì è stata prodotta, sia in sede penale che civile, documentazione di rilievo pubblico attestante che: il Comune ad oggi “non detiene alcun titolo di proprietà” dell’albergo. Peraltro al Catasto di Palermo, oggi, risulta che l’albergo è, illegittimamente, intestato pure a terzi estranei al Comune di Ustica (anomalia di cui si è chiesto accertamento).

Sulla proprietà dell’albergo, inoltre, esiste dal 2013 già un medesimo procedimento civile, oggi pendente in Appello, attivato dal Sig. Bonura dopo la fase della Mediazione Obbligatoria. L’acquisto per usucapione (possesso ventennale di un immobile) già maturato in favore del Sig. Bonura, non necessita di alcuna sentenza secondo quanto statuito dalla Cassazione. Quindi la causa civile pendente verte sul semplice accertamento della proprietà, già di fatto acquisita dal Sig. Bonura, con prossima udienza nel maggio 2018. Per cui c’è litispendenza rispetto al reclamo attivato solo di recente dal Comune.

Seguirà la pubblicazione di recentissimi esposti e denunce relativi alla questione pendente sull’Hotel, e non chiusa come qualcheduno dei legali del Sindaco continua a dedurre in giudizi e sui giornali.

Si annota, infine, un fatto anomalo immediatamente segnalato alle Forze dell’ordine dal Giudice del Collegio: durante l’odierna udienza tra il Sig. Bonura ed il legale del Comune di Ustica, due soggetti venivano colti in flagrante mentre, con il telefonino, riprendevano quanto stavano esponendo gli avvocati. Il Giudice, tempestivamente, ha bloccato i due soggetti chiamando i Carabinieri, e informando i due soggetti che è severamente vietato fare alcuna ripresa in aula dibattimentale. Saranno le Autorità ad accertare chi siano i due soggetti e perché abbiano violato il regolamento del Tribunale e la privacy.

http://arig.myblog.it/

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Corruzione. In manette 2 sindaci

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Rassegna stampa

In manette anche un assessore e un geologo. 

Corruzione, arrestati i due sindaci di Teverola e Vitulazio

http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/ 15 febbario 2017

I carabinieri di Maddaloni (Caserta) hanno arrestato, su disposizione del gip del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, i sindaci dei comuni casertani di Teverola e Vitulazio e un assessore all’Ecologia e un geologo…

… responsabili a vario titolo di corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio, turbata libertà degli incanti e abuso d’ufficio in concorso. LEGGI TUTTO

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“CARA accoglienza”, Mineo appalto da 100 milioni

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Cara Mineo: Pm chiede giudizio per 17

Anche per sottosegretario Castiglione, Odevaine e sindaco paese

Redazione ANSA CATANIA http://www.ansa.it/sicilia 13 febbraio 2017

La Procura distrettuale di Catania ha chiesto il rinvio a giudizio di 17 persone per turbativa d’asta nell’ambito dell’inchiesta sulla concessione dell’appalto dei servizi, dal 2011 al 2014, al Cara di Mineo, e per reati amministrativi del Sol.Calatino. Tra loro il sottosegretario all’Agricoltura, Giuseppe Castiglione, in qualità di soggetto attuatore del Cara, insieme con il suo grande accusatore Luca Odevaine, il sindaco di Mineo, Anna Aloisi, ex presidente del consorzio dei Comuni “Calatino Terra d’ Accoglienza”; l’ ex direttore del consorzio, Giovanni Ferrera; gli ex vertici dell’ Ati interessati. La notizia, pubblicata dal quotidiano La Sicilia, ha trovato conferme in fonti giudiziarie impegnate nell’inchiesta.

…le coop interessate si “costituivano appositamente in Ati” dopo avere “ricevuto rassicurazioni sull’aggiudicazione degli appalti”, il cui “bando era concordato con lo stesso Castiglione, Odevaine e con Ferrera”. A Castiglione e al sindaco di Mineo, Anna Aloisi, e Paolo Ragusa, in qualità di presidente del consorzio Sol Calatino, è contestata anche la corruzione “per la promessa di voti per loro e i gruppi politici nei quali gli stessi militavano (Pdl, lista Uniti per Mineo e Ncd)” in cambio di “assunzioni al Cara“. Ferrera e Odevaine sono indagati anche per falso ideologico per l’assunzione di quest’ultimo al Cara di Mineo come esperto di fondi Ue. Un ‘faro’ sull’appalto da quasi 100 milioni di euro era stato acceso anche dall’Autorita’ Anticorruzione guidata da Raffaele Cantone che alle Procure di Catania e Caltagirone ha inviato la documentazione sull’appalto per la gestione della struttura, definendo la gara “illegittima” e lesiva dei principi di “concorrenza” e “trasparenza”.   LEGGI TUTTO

Archivio – Cantone: Cara di Mineo appalto irregolare

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