Corte dei Conti: Ustica deficit 2012

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“Il Comune di Ustica con sentenza della Corte dei Conti è stato dichiarato nella adunanza della Corte del 17 luglio 2015 ente strutturalmente deficitario per l’anno 2012 con tutte le conseguenze che la legge prevede”

KLICCA La deliberazione della Sezione di Controllo della Corte dei Conti in sede di adunanza 26 Maggio 2015 sul rendiconto 2013 inviata al Consiglio Comunale di Ustica e al Revisore dei conti

Leggiamo & Pubblichiamo

Intervista al Consigliere di Minoranza Francesco D’Arca

http://www.usticasape.it/ 01 settembre 2015

Francesco D’Arca Dall’osservatorio di consigliere di minoranza che bilancio può fare dopo più di due anni di attività svolta in consiglio comunale?

Il bilancio dopo due anni di attività amministrativa è impietoso. Sindaco, giunta e nominati sono chiaramente inadeguati ad affrontare i problemi della nostra comunità. Come consiglieri di minoranza abbiamo da tempo evidenziato l’incapacità di questa giunta nell’amministrare ed oggi, inascoltati, non ci resta che registrare lo stato di declino in cui versa l’isola di Ustica.

 È soltanto un problema di incapacità?

Non è soltanto un problema di incapacità, vi è anche una buona dose di presunzione da parte di chi ritiene di avere sempre ragione, di chi pensa di essere più intelligente degli altri e di potere trovare una giustificazione a tutto quando, invece, quello che serve è trovare soluzioni ai problemi e da questo punto di vista l’impegno è pressoché inesistente.

Chi governa, chi gestisce i processi amministrativi decisionali?

Non si comprende nemmeno chi governa i processi decisionali. Gli assessori svolgono un ruolo paragonabile a quello di semplici comparse, alcuni capi area sembra che dettino l’agenda politica alla giunta che la trasmette ai consiglieri di maggioranza che ratificano il tutto in assenza di un minimo dibattito.

Vuole dire che non c’è partecipazione?

Assistiamo alla tendenza ad escludere chiunque in qualche modo tenta di ricondurli alla ragionevolezza e soprattutto chi manifesta un minimo di dissenso. Ma assistiamo, anche, ad un senso di fastidio nei confronti di chiunque, nell’esercizio delle proprie funzioni, svolge un ruolo di garanzia. Non è un caso che da più di sei mesi siamo senza il Segretario Comunale venendo meno, con tale figura, tutte le funzioni di garanzia che lo stesso svolge.

Un significativo esempio?

Potrei citare il ruolo di responsabile sulla trasparenza degli atti amministrativi che il Segretario esercita così come quello di controllo sugli atti prodotti dagli uffici, oppure quello di rappresentante legale per l’ente. Ma anche di controllo di legalità e rispetto degli atti del Consiglio. Pensi che attendiamo risposte ad interrogazioni rivolte al Sindaco da più di sei mesi. Un po’ come il gioco “tana liberi tutti” ed i risultati sono facili a vedere. Non vi è controllo sulla spesa e nell’anno 2014 è stato certificato lo sforamento del patto di stabilità.

Nel 2014 sembra sia stato sforato il patto di stabilità, quali conseguenze per i cittadini?

Non è semplice da parte dei cittadini usticesi comprendere cosa significa sforare il patto di stabilità poiché il senso ed il significato rientra nella responsabilità politica ed amministrativa della giunta attuale. Quello che comunque i cittadini devono sapere è che come conseguenza saranno ridotti i servizi quali asilo nido e trasporti, vietate tutte le assunzioni a qualsiasi titolo e di qualsiasi tipologia, ridotti i trasferimenti per un importo pari allo sforamento.

È stato solo un caso sporadico e qual’è l’andamento tendenziale per il 2015?

No, non è un caso sporadico quello che è avvenuto, è un andamento tendenziale che già nel primo semestre 2015 fa registrare uno sforamento di circa 400.000,00 euro che rappresenta, per il Comune di Ustica, una cifra importante che comunque dovrà essere coperta o con maggiori entrate o con maggiori risparmi. Lascio ai lettori immaginare come verranno reperite le risorse necessarie.

C’è un responsabile per questo sforamento?

Chi è chiamato ad amministrare il bene comune è il primo responsabile ma anche il capo area del settore economico finanziario ha le sue colpe e credo che la colpa maggiore sia stata quella di operare in una situazione di conflitto di interesse, quale quello di avere la sorella assessore comunale, condizione questa che non può che aggravare la sua personale posizione.

Perchè? siamo ad un punto di non ritorno?

Si! perché per chi non lo sapesse ancora, il Comune di Ustica con sentenza della Corte dei Conti è stato dichiarato nella adunanza della Corte del 17 luglio 2015 ente strutturalmente deficitario per l’anno 2012 con tutte le conseguenze che la legge prevede inclusa la trasmissione della sentenza alla Procura della Repubblica per i provvedimenti di competenza.

2012, allora la responsabilità è del Consiglio precedente?

No, non è esatto affermare che il dato va ascritto al consiglio precedente intanto perché il settore economico finanziario ha avuto ed ha una sua continuità nella direzione e poi perché è stato questo consiglio ad essere stato chiamato dalla Corte dei Conti ad adottare i correttivi necessari affinché si potesse uscire dalla condizione di comune deficitario. E ricordo ancora, benché per avverse condizioni metereologiche non potei partecipare, come fummo derisi in consiglio quando cercammo di fare comprendere la gravità della situazione ed inascoltati fummo costretti ad esprimere il nostro voto contrario al consuntivo di bilancio. LEGGI TUTTO

Rassegna stampa – Comuni & mafia. Allarme sui piccoli lavori

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Una risposta a Corte dei Conti: Ustica deficit 2012

  1. Deliberazione n.207/2015/GEST. REPUBBLICA ITALIANA. Corte dei conti. Sezione di controllo per la Regione siciliana. Nell’adunanza del 19 giugno 2015

    (Nota 51 pag 97)
    Corte dei conti – Sezione di controllo per la Regione siciliana

    6.5 La situazione di grave sofferenza finanziaria, descritta nei paragrafi precedenti, si connota di profili di ulteriore problematicità per via del grave ritardo, rispetto ai termini legislativamente imposti, con cui gli enti approvano i bilanci di previsione, che cagiona un indebito procrastinarsi dell’esercizio provvisorio e, soprattutto, un differimento dei provvedimenti di salvaguardia degli equilibri di bilancio (art. 193 del Tuel)……

    Dai dati del rendiconto 2013, sulla base dei nuovi parametri approvati con d.m. Interno del 18 febbraio 2013, il numero di enti strutturalmente deficitari, sottoposti ai controlli centrali di cui all’art. 243 del Tuel, è provvisoriamente determinato in 23 nota 81, prevalentemente concentrati in provincia di Messina.
    Tale cifra, tuttavia, va intesa per difetto, avendo la Sezione di controllo accertato, in un numero sempre crescente di casi nota 82, la presenza di rilevanti anomalie di computo nelle certificazioni formalmente redatte dagli enti, dalle quali non emergeva la reale condizione deficitaria.
    Alle predette amministrazioni, si aggiungono ulteriori enti locali, la cui consistenza – 63 nota 83 – è più che raddoppiata rispetto all’anno precedente, che sono soggetti in via provvisoria ai controlli previsti per gli enti deficitari per mancata presentazione del certificato al rendiconto, ai sensi dell’art. 243, comma 6, del Tuel. Questi ultimi sono prevalentemente concentrati in provincia di Palermo (23 enti).-

    (Nota 83 pag, 123)
    Corte dei conti – Sezione di controllo per la Regione siciliana
    9. DEFICITARIETA’ STRUTTURALE, RIEQUILIBRIO FINANZIARIO PLURIENNALE E DISSESTO FINANZIARIO

    9.1 Il peggioramento del quadro complessivo della finanza locale, tratteggiato nei paragrafi precedenti, trova innanzitutto riscontro nel numero di enti in condizione di deficitarietà strutturale, ossia di quegli enti che presentano gravi condizioni di squilibrio, per la presenza di valori deficitari in almeno la metà dei parametri obiettivi rilevabili da apposita tabella allegata al rendiconto della gestione….

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