Ustica “col mare come uno specchio”. Un’occasione persa

L'USTICA DI DOMANI

“Un popolo senza memoria è un popolo senza futuro”
(Luis Sepùlveda)

 

Riceviamo & pubblichiamo

Ustica, che si fa meno “Isola” in estate, raggiungibile da Palermo con un traghetto e tre aliscafi al giorno, offre ai turisti le manifestazioni della Pro-Loco con serate di intrattenimento e distribuzione di prodotti tipici locali, fiore all’occhiello la festa del Patrono “San Bartolomeo” il 24 agosto. Evento imperdibile la “Rassegna” dei cinque giorni dedicata alle attività subacquee con la presenza speciale di Enzo Maiorca.

25° Rassegna subacquea

25° Rassegna subacquea 1983

Così si leggeva nelle quattro pagine a nove colonne nello “Speciale Ustica” del Giornale di Sicilia del 30 giugno 1983, anno in cui cadeva il 25° della Rassegna subacquea inaugurata nel 1959 dall’Ente provinciale del turismo di Palermo. Ustica, uno scoglio vulcanico dai fondali “come uno specchio” fioriva, in quegli anni, per offrire ai turisti una meta a due passi da Palermo, ma che nulla aveva da invidiare, con le sue grotte e l’acqua limpidissima, ai più lontani mari caraibici.

Lo “Speciale” dedicava una finestra al Sindaco Filippo Vassallo, che aveva ottenuto il riconoscimento internazionale “Minerva sapiens”, per l’installazione ad Ustica, nel 1976, del depuratore che aveva reso batteriologicamente pure le acque della rete fognaria per “il mare più pulito d’Italia”. Tanto che, in quell’anno, a Ustica la legge sui parchi marini, appena pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale, nell’ottica della cultura del mare, era già una realtà; difatti, da lì a poco, l’Isola sarebbe diventata la prima sede nazionale di una Riserva Marina.

Premio a Filippo Vassallo

Premio “Minerva Sapiens” per l’ecologia a Filippo Vassallo

Sempre nello “Speciale”, firmato da Carlo Brandaleone, Rino Canzoneri, Giancarlo Drago e Filippo Mulè, c’era una esaustiva sintesi della storia dell’Isola tratta dalle fonti storiche del diarista Giuseppe Tranchina: un’isola abitata in età greca e normanna, poi rimasta “deserta”, preda delle incursioni di pirati, sino ai primi insediamenti di coloni eoliani, autorizzati dal “real decreto” del 1759 del re Ferdinando IV, che la fortificarono con cannoni e fucili.

I primi coloni

Come ogni speciale giornalistico, anche quello di Ustica promuoveva tutte le attività locali, da quelle sportive del Bassball, con la squadra in serie “B”, a quelle turistiche già avviate, insieme a nuove iniziative alberghiere, e tra queste “Un progetto interessante per il futuro dell’isola”, l’hotel San Bartolomeo, come si legge nell’ intervista di  Filippo  Mulè ai proprietari dell’hotel.

«Un contributo affettivo determinante è stato dato dai legami della famiglia con l’isola. II bisnonno dei fratelli Bonura, Antonino Favarolo, era funzionario del governo borbonico e si recò personalmente a consegnare l’isola a Garibaldi appena giunto a Palermo. L’incontro è ricordato in alcuni famosi dipinti d’epoca. II nonno, Francesco Bonura, è stato sindaco di Ustica come la zia Anna Notarbartolo. Quello dei Bonura non è quindi uno «sbarco» ma un ritorno nell’ isola e, perché no, nella storia dell’isola».

Hotel San Bartolomeo. Un progetto interessante per il futuro dell'Isola

Cosa si propone il San Bartolomeo”, chiedeva il giornalista,

«Ci proponiamo di farlo diventare presto come un punto di riferimento del rilancio dell’immagine di quest’isola stupenda», confermava Aldo Bonura, uno dei proprietari. «II programma di rilancio dell’immagine dell’isola, che fa perno sul «San Bartolomeo», prevede fra l’altro una serie di iniziative culturali collocate nel periodo della bassa stagione quando Ustica, come tante altre isole siciliane, diventa un posto perduto e dimenticato ». Fa parte di questo progetto ambizioso quanto basta la scelta di un direttore di esperienza internazionale, Pier Paolo Goegan, un francese che parla sette lingue e viene dalla militanza giornalistica in una grande e prestigiosa testata come «Le Monde».

Intervista di Filippo Mulè ad Aldo Bonura

Il programma parla chiaro – scrive il giornalista-: il San Bartolomeo sarà aperto tutto l’anno proprio perché intende «allungare» la stagione turistica, finora limitata ai mesi estivi, offrendo l’opportunità di un week-end, di una gita, di una semplice puntata in quest’isola che merita di essere conosciuta meglio ed apprezzata soprattutto dai palermitani.

Cosa auspicate per questa nuova visione del turismo usticese?”, chiedeva infine Mulè : «Anzitutto l’unità degli operatori: mettersi d’accordo, programmare ogni cosa può veramente aprire una nuova era proficua per tutti» rispondeva Aldo Bonura.

da palermo 1 traghetto e tre aliscafi al giorno

Era davvero “un progetto interessante”, non solo per i titolari, ma per tutta l’Isola, peccato che alle buone intenzioni dei Bonura rispose la poco lungimirante politica isolana del tempo, che, invece, silurò un’iniziativa pulita e onesta, intorbidendola con una campagna denigratoria condita da ordinanze amministrative che, alla fine, gettarono in mare la speranze per un turismo nuovo, destagionalizzato e internazionale. La politica usticese di 30 anni fa, davvero miope, e confinata ad interessi di parte, si rispecchia nei tempi attuali, dove è rimasto un sogno il turismo invernale, e dove sono un ricordo del tempo passato i tre collegamenti veloci e le rassegne internazionali. Davvero un’occasione persa per tutti.

Aldo Bonura

A.R.I.G. Associazione Rimedi Ingiustizie Giudiziarie

Ustica “col mare come uno specchio”. Un’occasione persaultima modifica: 2015-12-17T14:11:12+00:00da aldo251246
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