CATANIA, il CSM decide sul nuovo procuratore capo

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GIUSTIZIA

Catania, il Csm sceglie il procuratore
città divisa tra veleni e speranze

Tre i candidati per la poltrona di Procuratore di Catania: Giuseppe Gennaro,

Gianni Tinebra e Giovanni Salvi. La battaglia è ancora aperta: la commissione incarichi direttivi del Csm non è riuscita a formulare una proposta univoca e si è affidata al plenum, che si riunisce oggi

di ALESSANDRA ZINITI

http://palermo.repubblica.it/

Sono in tanti ad invocare l’arrivo di un “papa straniero” a Catania, per togliersi dagli impicci di quei candidati troppo “catanesi” con origini, relazioni sociali e carriera ritenuti più permeabili, per un verso o per un altro, alla invadente presenza di un mondo imprenditoriale e politico che, nel capoluogo etneo più che altrove, è sempre stato sospettato di esercitare un pesante condizionamento sulle scelte e sulle condotte dei magistrati catanesi.

Ecco perché i consiglieri del Csm che oggi a Palazzo dei Marescialli voteranno per il nuovo capo della Procura di Catania si ritroveranno per le mani l’appello di Libera che chiede “un procuratore estraneo alla città” e il volantino diffuso dall’agrigentino Giuseppe Arnone contro la nomina di Giuseppe Gennaro per la vicenda della villa acquistata dal magistrato da una società edile dell’imprenditore poi arrestato e condannato per mafia Carmelo Rizzo che una vecchia foto ritrae seduto accanto al pm in un’occasione conviviale a casa di un amico comune……
A tagliare le gambe a quello che sulla carta era il candidato più accreditato, il procuratore generale Tinebra, è arrivato lo scivolone del certificato medico inviato l’anno scorso alla Procura di Palermo per evitare la testimonianza al processo Mori, un certificato con tanto di lettera dello stesso Tinebra che dichiara una malattia talmente grave da pregiudicarne le capacità di memoria e di autocontrollo. E in più i “sospetti” scatenati dalla strana ambizione di retrocedere di poltrona, da quella della Procura generale a quella sottoposta della Procura. Per questo la candidatura del terzo incomodo, il sostituto procuratore generale di Roma Giovanni Salvi, magistrato senza macchia con una lunga esperienza di inchieste di terrorismo e criminalità organizzata ma che non ha mai lavorato in Sicilia, è stata accolta da molti come la strada che potrebbe condurre il palazzo di giustizia ad una nuova stagione, spazzando via veleni e polemiche.

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