Pensioni d’oro. Dopo la Corte dei conti, per Crosta 1,5 milioni da restituire

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26 ottobre 2011

IL CASO

Nuova stangata sul pensionato d’oro. Crosta dovrà restituire 1,5 milioni

Dopo la sentenza della Corte dei conti che ha dimezzato la maxi-pensione, gli uffici hanno conteggiato gli arretrati

di EMANUELE LAURIA

PALERMO – Il pensionato d’oro adesso deve restituire alla Regione quasi un milione e mezzo di euro. I dirigenti del fondo pensioni, proprio in questi giorni, hanno completato i loro calcoli. E hanno determinato la cifra che Felice Crosta, l’ex capo dell’agenzia per i rifiuti cui la Corte dei conti ha dimezzato il ricco trattamento di quiescenza, deve rifondere all’amministrazione. Una somma che fa riferimento alla differenza fra l’indennità percepita dal luglio del 2006 fino a settembre (484 mila euro l’anno, oltre 40 mila euro lordi al mese) e quella che, secondo i magistrati contabili, la Regione avrebbe invece dovuto corrispondere (227 mila euro). L’amministrazione chiederà insomma a Crosta gli stessi arretrati (più una quota relativa al 2011) che l’alto burocrate, oggi collaboratore del ministro Romano, aveva ottenuto circa un anno fa, in seguito alla prima sentenza della Corte dei conti che aveva fissato la pensione da record concessa con decorrenza 2006. L’ente è orientato a chiedere una tantum la somma da riscuotere, ma non è escluso che si possa giungere a una pesante trattenuta in busta paga.

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