Ustica, delibera di nuovo sul Piano Triennale 2015/2017

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Riceviamo & pubblichiamo

Il sottoscritto Baldassare Bonura, in data 19 Ottobre 2015, comunicava, a mezzo PEC, al Segretario comunale di Ustica Dott. Antonino Macaluso (prot. N° 5966 del 20.10.15), l’omessa pubblicazione sull’Albo Pretorio on line delle delibere del Consiglio Comunale del 25 settembre 2015 secondo i termini di legge previsti sugli obblighi di trasparenza e pubblicità degli atti amministrativi (Decreto Legislativo 14 marzo 2013, n. 33; disposto al Capo II dalla Legge Regione Sicilia n.11/2015 art. 18).

Infatti, le suddette delibere erano state pubblicate on line il 14 ottobre 2015 DOPO ben 19 GIORNI DALLA LORO EMISSIONE: solo dopo segnalazioni agli Organi preposti al controllo, e dopo sollecitazione telefonica del sottoscritto agli Uffici comunali, poco prima del subitaneo e perdurante guasto alle linee del Comune…

Orbene, si è venuti a conoscenza che il giorno 16 novembre 2015 nel prossimo Consiglio Comunale si delibererà nuovamente sul Piano Triennale delle Opere 2015/2017, a riprova che non erano infondati i dubbi sussistenti sulle modalità della precedente deliberazione, sulla tardiva pubblicazione on line a pena di NULLITA’, oltre che sui contenuti della delibera e sui progetti…

A difesa dei propri diritti reali acquisiti, il sottoscritto comunicava al Segretario suddetto, come poi al Commissario ad acta Ing. Pietro Scaffidi Abbate, i due giudizi civili oggi pendenti sull’immobile “Hotel San Bartolomeo”, e di ritenerlo già acquisito in fatto per usucapione ex art. 1158 codice civile che così recita: “nella usucapione il diritto si acquista per il trascorrere del tempo accompagnato da una attività svolta da un soggetto su un bene su cui grava un diritto reale altrui; questa attività è il possesso”, in modo ininterrotto, pacifico e pubblico.

Un esempio chiarirà a tutti il concetto. “Supponiamo che io sia proprietario di un fondo agricolo, ma a causa della sua lontananza e della sua posizione disagiata non me ne occupi per venti anni; nello stesso periodo, però, un contadino occupa il mio fondo e comincia a coltivarlo a recintarlo etc. comportandosi, quindi, come se fosse il proprietario; se io non faccio valere il mio diritto per venti anni, e il possesso del contadino dura ininterrottamente per lo stesso periodo, il contadino diverrà proprietario del fondo per usucapione, mentre io avrò perso il diritto proprio perché usucapito dal contadino“(Fonte: “Manuale del Diritto Privato” Esami di abilitazione)

Orbene i Bonura alias proprietari del fondo, secondo i principi base del Diritto Privato e del Diritto fallimentare, hanno legittimamente esercitato il possesso sull’immobile dal 1979 al 1999: ossia come proprietari, con albergo finito nel 1982 e attività alberghiera aperta nel 1984 e 1985; e poi durante il fallimento, senza interruzioni, sino già al 1999 per i 20 anni sufficienti a confermare il loro possesso per usucapione.

Invece il Comune di Ustica alias contadino, come è pubblicamente noto a tutta la popolazione, dopo le ordinanze sindacali del 1981 (1979 ex tunc) non ha mai preso possesso materiale dell’immobile le cui chiavi sino al 2002 sono state in mano alla curatela, e i cui sigilli del tribunale fallimentare sono stati rotti contro legge dal Sindaco di Ustica e dall’ufficio tecnico nel 2002, che vi si immetteva pure con violenza.

Tutto quello che è accaduto dopo il 1999 (aste giudiziarie e loro annullamento; trascrizioni varie e cancellazioni etc…) non prescrive il maturato diritto già acquisito per usucapione dai Bonura perché è imprescrittibile.

Nelle sedi giudiziarie il sottoscritto, nell’ossequio delle leggi e della legalità, ha chiesto ad un Giudice ordinario di “accertare l’avvenuta usucapione di fatto”, la cui sentenza è di “mero accertamento” e non toglie e non aggiunge nulla all’usucapione di fatto già acquisito. Alla sentenza di primo grado, di cui in questa sede si evita di esprimere pareri per il rispetto che si deve alle toghe (ma a tutto c’è un limite..!), il sottoscritto ha predisposto Appello cui seguirà notifica al Comune di Ustica e relativa reitera di Trascrizione ipotecaria.

Il sottoscritto esperirà, altresì, tutte le azioni a tutela della proprietà, ivi comprese quelle risarcitorie, pari all’attuale valore immobiliare dell’hotel, contro tutti i soggetti della P.A. che volessero continuare ad esperire azioni in violazione del diritto di proprietà già maturato, oltre ai danni già prodotti al proprietario dalla disapplicazione della legge sismica n°64 del 1974.

Di seguito, per pubblica conoscenza, si copia e si incolla la PEC del 19 ottobre 2015 inviata al Segretario Comunale di Ustica, e la PEC del 2 novembre 2015 inviata al Commissario ad Acta n.q. dell’ufficio tecnico di Ustica secondo il decreto dell’Assessore per il territorio e l’ambiente n. 426/Gab 9 settembre 2015.

A.R.I.G. Associazione Rimedi Ingiustizie Giudiziarie LEGGI TUTTO

Ustica, delibera di nuovo sul Piano Triennale 2015/2017ultima modifica: 2015-11-14T19:38:03+01:00da aldo251246
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