Archivio Multimediale del Mediterraneo: il giudice rimanda al vaglio del collegio

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Archivio Multimediale del Mediterraneo: vinta la causa contro il Ministero dei Beni culturali

Relativamente alla causa “Italia Archivi 2000”, dante causa al procedimento iscritto al n. R.G. 11877/2006 del Tribunale di Palermo, il G. I. dott. Giuseppe De Gregorio – letti gli atti e sciogliendo la riserva il giorno 27.01.2010 , “rilevato che la causa è matura per la decisione, e che le diverse questioni prospettate dagli attori potranno essere oggetto di vaglio dal collegio”, ha fissato, per la precisazione delle conclusioni, l’ udienza del 16/06/2010.

Nell’ultima udienza, in cui per la terza volta era assente l’Avvocatura di Stato per la controparte, i legali Giulio Donzelli del Foro di Roma e Filippo Lipiani del Foro di Enna, avvocati in forma congiunta e disgiunta delle parti attrici Baldassare Bonura e Astrid Peralta, hanno fatto richiesta al G.I. del Ctu (per accertare l’identità dei progetti Italia Archivi 2000 ed Archivio Storico Multimediale del Mediterraneo) ed hanno insistito affinché il giudice “voglia ordinare alla controparte ex art. 210 c.p.c. la produzione in giudizio dell’elaborato progettuale digitalizzato con il software originale.

Infine, in considerazione del fatto che un teste precedentemente escusso era stato denunciato ed iscritto sul registro degli indagati per falsa testimonianza presso la Procura della Repubblica di Palermo, era stato richiesto il suo richiamo ai sensi dell’art. 257 c.p.c. anche eventualmente per un confronto con gli altri testi indicati dagli attori.

La cosa più curiosa e veramente sorprendente della vicenda, oggetto di valutazione in sede giudiziaria, è che l’Avvocatura dello Stato per conto delle parti convenute non ha prodotto negli allegati indicati nella comparsa di costituzione e risposta il fantomatico e diverso progetto denominato “Archivio Storico del Meditteraneo” !!!!!!!!!!!!!!!!

Le doglianze sollevate dai sigg. Bonura e Peralta alla luce di quanto sopra non meriterebbero forse un maggiore approfondimento per la ricerca della VERITA’ e per una ESIGENZA DI GIUSTIZIA??????

Infine rispetto agli elementi emersi dalle difese sviluppate dalle parti nel procedimento, e rispetto alla produzione documentale (mancante e/o manomessa), i legali di parte attrice hanno posto al G. I. i seguenti interrogativi:

1) Come mai parte attrice è in possesso di tutte le attività progettuali digitalizzate in originale? E come mai invece le stesse non sono ad esclusivo uso e possesso della Sovrintendenza Archivistica, del sovrintendente dott. Aldo Sparti, della dott.ssa Grasso ed, oggi, della Sovrintendenza di Catania che si dichiarano i fautori ed ideatori del progetto?

2) Come poteva parte attrice essere in possesso ed avere la disponibilità dello scritto antico con relativo Sigillo riprodotto nella prima di copertina del progetto originale se essa non avesse avuto l’autorizzazione della Soprintendenza Archivistica di Palermo che lo aveva estrapolato dalla sua raccolta? Non è ragionevole pensare, conformemente alla realtà degli accadimenti, che il sigillo sia stato fornito proprio da quel dott. Sparti che poi, stante la posta in gioco, ingiustamente ed illegittimamente si è appropriato della paternità dell’opera?

3) Alle riunioni di lavoro svoltesi a più riprese tra la fine del 1998 ed il 1999 presso il Centro di Etnostoria, presso la Curia di Palermo, presso la sede della Sovrintendenza Archivistica di Palermo, di cui v’è traccia addirittura nella documentazione prodotta ex adverso (vedasi allegato) ed alle quali prendevano parte tutte le personalità istituzionali interessate all’iniziativa (soprintendente, rappresentante della curia, del Centro Etnostoria…) perché ed a che titolo partecipavano i sigg. Bonura e Peralta che non rivestivano alcuna veste ufficiale e/o non ricoprivano alcun ufficio pubblico/ecclesiastico. Non è ragionevole pensare che la loro presenza, altrimenti inspiegabile, sia da ricondurre alla “paternità”, all’“originalità” ed al “pregio” dell’opera dell’ingegno da essi predisposta e denominata “ITALIA ARCHIVI 2000??, e a cui erano riconosciute l’ideazione, il compito di produrre e redigere il progetto dell’idea sulla “rilettura del millennio appena trascorso e sulla digitalizzazione delle fonti archivistiche da rendere fruibili su INTERNET”.

4) Come mai, poi, un comitato scientifico composto da persone del calibro di: Aurelio Rigoli (Docente di Antropologia Culturale ed Etnostoria presso l’Università di Palermo) Anna Maria Amitrano (Docente di Antropologia Culturale ed Etnostoria presso l’Università di Palermo), prof. Nunzio Lauretta (Docente dell’Archivio Etnostorico Nazionale C.I.E. – Palermo), dott.ssa Grazia Fallico Burgarella (Sovrintendente Archivistica Sicilia) Dott. Aldo Sparti (Vice Sovr.te Regione Sicilia) hanno reso partecipi dell’iniziativa, del progetto sulla rilettura del Millennio, due illustri sconosciuti – appunto i signori Bonura e Peralta che, si ribadisce, non rappresentavano nessun Ente?

5) Come è stato possibile che il sig. Bonura e la sig.ra Peralta abbiano fatto espressamente cenno nel loro progetto denominato ITALIA ARICHIVI 2000 (in origine SICILIA ARCHIVI 2000) al “Rapporto Interinale Settoriale” (punto 2 della Deliberazione CIPE 22/XII/1998 n°140), trasmesso dal Ministero agli uffici interni della Sovrintendenza Archivistica ed in particolare alla esclusiva attenzione del dott. Sparti? Come è possibile che parte attrice avesse accesso a questi documenti – informazioni riservate agli appartenenti della Amministrazione Pubblica? Come potevano sapere gli odierni concludenti che la menzione del punto 2 di una Delibera Cipe risalente al 1998 avrebbe potuto facilitare la presentazione del progetto presso gli Enti di pertinenza? Non è ragionevole pensare, conformemente al vero che, queste notizie siano state apprese dai sigg. Bonura e Peralta nel corso degli incontri di lavoro tenutisi presso la Sovrintendenza, la Curia ed il Centro Etnostoria, ai quali essi parteciparono come progettisti ed ideatori della iniziativa?

6) E’ una mera coincidenza che oggi, seppur a distanza molti anni, l’idea progettuale ridenominata successivamente a Catania come “Archivio Storico Multimediale del Mediterraneo”, che riproduce esattamente il progetto “ITALIA ARICHIVI 2000” elaborato da parte attrice, abbia trovato legittimazione proprio in virtù di una delibera Cipe, menzionata, emessa dal Ministero dei beni Culturali come indicato dall’Avvocatura?

7) Come mai parte convenuta produce in allegato il progetto denominato “Italia Archivi 2000” e non invece quello di cui assume la (supposta) diversa natura, denominato “Archivio Storico Multimedia del Mediterraneo”?

8) Come mai nella prima di copertina ITALIA ARCHIVI 2000 (non si capisce il motivo per cui il progetto prodotto dall’Avvocatura non si chiami “Archivio Multimedia del Mediterraneo???!!!???) prodotta ex adverso in basso sotto la dicitura “Attività Progettuale” si legge: Studio di Consulenza UE – Peralta?

9) Nel progetto in originale prodotto da parte attrice si fa espressamente cenno ad un “Comitato Scientifico” (come da frontespizio della prima di copertina del progetto) composto da A. Rigoli, A. Sparti, Annamaria Amitrano, M. Calascibetta, A. Fragale, Romualdo Giuffrida, Salvatore Gristina, Nunzio Lauretta, Federico Martino, Francesco Sicilia. A questo punto un interrogativo è d’obbligo: i citati soggetti in base a quale criterio sono stati inseriti dagli attori nel prefato Comitato? Sono stati inseriti forse ricorrendo a nomi di fantasia o letti sulle riviste? E’ ragionevole pensare, conformemente al dato fattuale, che la menzione delle suddette persone è stata effettuata sulla scorta di indicazioni che venivano impartite nel corso delle riunioni?!?

Le considerazioni e le riflessioni sin qui esposte rivestono senza dubbio un carattere pregnante nell’ambito di una dovuta Valutazione secondo Giustizia, Verità ed Obbiettività della controversia e dei fatti storici ampiamente documentati.

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Archivio Multimediale del Mediterraneo: il giudice rimanda al vaglio del collegioultima modifica: 2010-02-03T20:17:00+01:00da aldo251246
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